Il catalogo generale del maestro Paolo Pasotto, curato da Giorgio Di Genova, sarà stampato alla fine del 2018 per info archiviopaolop@libero.it

Archivio PAOLO PASOTTO

Le opere del maestro Pasotto alla BiCc curata da Giorgio Di Genova sede museale istituzionale Ministero dei Beni e le attività culturali

Edizioni Romano Catalogo della biennale istituzionale BiCc

Le opere del Maestro Paolo Pasotto a Macerata dal 6 Ottobre al 4 Novembre

Autoritratto olio su tela 1947

Alcune opere del Maestro Paolo Pasotto esposte nella mostra istituzionale in sala Imperatori di Porto San Giorgio. Una mostra dal sapore storico di artisti scomparsi attivi e propositivi nel DOPOGUERRA, partendo dal Sodalizio "Il Pro e Il Contro" ed attraversando la penisola con forti individualità ognuna con un proprio percorso. Una mostra che presenta spunti di riflessione per la qualità delle opere esposte e per la libertà nella loro realizzazione . Presentazione di Daniele Taddei.

Gentile collezionista,

La informiamo che e' nata l'associazione culturale “Paolo Friends” che in primo luogo si prefigge lo scopo di promuovere e tutelare l’opera del Maestro Paolo Pasotto.

Contemporaneamente è stato istituito l'archivio dell'opera del Maestro Paolo Pasotto presso l'associazione culturale "Paolo Friends”che si occupa, inoltre, di garantire e tutelare gli operatori e i collezionisti dai falsi esaminando e registrando tutte le opere realizzate da Paolo Pasotto.

Al fine di realizzare questi scopi è consigliato che ogni opera del Maestro (dipinti, opere su carta,grafiche...) sia registrata nell’Archivio.

Per questi motivi, l'archivio ha promosso e iniziato la catalogazione delle opere per la futurapubblicazione del volume Paolo Pasotto – Catalogo Ragionato.

Per l’archiviazione delle opere e per la conseguente pubblicazione sul Catalogo Ragionato , vi preghiamo di visitare questa pagina internet paolopasotto.simplesite.com e contattare l'associazione via mail all'indirizzo: archiviopaolop@libero.it.

Per tutte le informazioni aggiornate visitate anche la pagina facebook: “Archivio Del Maestro Paolo Pasotto”.

Il Maestro Paolo Pasotto

André Breton arricchì la sua Collezione privata con un' opera del maestro Paolo Pasotto

http://www.andrebreton.fr/work/56600100417000

Metanaturalismo

Verso la fine degli anni 40 (sono nato nel 1930) dipingevo.
Possiedo ancora poche cose di quell'epoca, e constato che tali erano si pervase da sentimento, ma esso non si era ancora congiunto a quella che sara' poi la mia linea di ricerca.

Solo nella seconda meta' degli anni 50 le mie pitture vagheggieranno una direzione.Risentivo un pochino il fascino del surrealismo, esso pero' non mi era proprio.
Mi disturbava quella sorta di materialismo sofisticato che talvolta gli è, appunto.
Sperimentai l'arte astratta.

Alla fine degli anni 50 provai il bisogno di dipingere un quadro costituito da un unica stesura di colore:
era un incarnato tendente al lilla.
Fu per me un'esperienza importante. Purtroppo quel quadro ora non esiste piu', che', in seguito su quella stesura dipinsi altro: ebbi il dubbio che una semplice coloritura uniforme fosse soltanto niente. Invece era assai: avevo toccato il fondo.

Avevo dunque toccato l'informale. Subito mi accorsi che tale era solamente una base sulla quale potevansi accumulare ogni sorta di macerie, atte, come tali, ad affondare. Molte celebrate correnti artistiche discese dall'informale, secondo me rappresentano l'esperienza di veri e propri sprofondamenti nel vuoto.

Avevo il sentimento che l'informale alludesse ad altro.
Qualcosa in esso chiedeva riscatto. Mi chiedeva venir risollevato, ma senza retrocedere sui passi di quel ciclo artistico-culturale che comprendevo essersi ormai compiuto.

Sentivo l'informale come immadine della Sostanza Primordiale, un immagine della carne di cui si compone l'Universo-Tutto.
Un quadro era, per e, come un fotogramma di quell'immagine.

ll fotogramma presenta le cose in maniera statica ancorche' riprese in movimento.La staticita', di per se' ' la prerogativa delle cose che "vivono la morte" come il minerale.
Credo che taluni artisti, di tale immobilita' abbiano sofferto, e cosi' hanno risolto di fare l'arte cinetica agitando la staticita' con una sorta di vita apparente.

Accettando il confronto con l'immagine fissa ho cercato allora di comprendere quella Vita Universale che nel quadro dovea restare immobilizzata: quella carnalita', quella vivente Realta' dell'Universo di cui soltanto un lembo ci appare quale natura.

Dai primi anni 60 le componenti visive che si mostravano nei miei quadri erano libere forme e formazioni di esse viventi in scambievole rapporto.
A volte prevaleva l'elemento pittorico, a volte quello grafico.

Arte Astratta si riaffacciava ancora di qua dall'esperienza Informale, ma dentro di me non si configurava piu' come la stessa cosa di prim.

Verso il 67 portavo sulla tela puranche forme non libere: immagini umanomorfe; immagini di oggetti d'uso comune, di parti di motore, di schemi geometrici, di fiori, di frutta paesaggi ecc.

Di tutte queste cose pero' respingevo sia i pertinenti contenuti, sia la lezione della figurativita' convenzionale.
Attribuivo invece loro quel valore di Carne Universale che cercavo di cogliere con le suddette forme libere. E il valore di Carne Universale non poteva prescindere dai pieni e dai vuoti che sentivo identici tanto nelle forme quanto nello spazio in cui esse si collocavano. E i segni di demarcazione assumevano il valore delle rughe e delle pieghe della carne.
Altre volte ho considerato solo i vuoti rispetto ai pieni per meglio afferrarli nella loro carnale identita'.

Alla fine degli anni 60 ed alla fine di questo mio ciclo di opere sono entrato in crisi e, nel clima di pressione articida che si era gia' formato negli anni 70, ho accusato il bisogno di discendere all'infermo per assumere l'esperienza antiartistica.
Ho contrariato tutto cio' che fino allora avevo fatto: ho sagomato sulla tela con mascherine e l'aerografo rigide forme di nudi umanomorfi. Ho fatto opere sperimentali, molte carte, grafica. Contenuti didascalici li ho proposti in opere serigrafiche. Pero' il risultato di tutto cio' non è mai stato propriamente antiartistico.

Tuttavia ho sempre creduto nella pittura-pittura e, all'inizio degli anni 80 ho ripreso decisamente il pennello in mano e la sufficente indulgenza di tanti pur pregevoli addetti che la pittura-pittura l'avevano definitivamente superata.

Considero la valle dell'informale storico come una stazione che mi lascio ogniqualvolta dietro le spalle e ne risalgo allora l'altro versante.Mi astengo dal portare sulla tela alcunche' di predisposto ma, nulla escludo di cio' che da essa possa venirmi incontro: che in essa ricerco e trovo di una "Natura oltre" che l'anima mia, rispecchiandovisi, intende rivelarmi.Mi si affacciano allora, da quel convenzionale spazio, entita' e mondi sconosciuti e pur familiari talvolta tenuissimi e talvolta appariscenti, messaggi di una "Natura oltre" che, ad opera finita, se la mia disposizione pratica mi avra' aiutato, saranno emersi, e forse meraviglieranno.

Ma alla fine mi rendo conto che questa mia linea di ricerca da sempre ha confluito nella mia opera di pittore: col tempo pero', ne sono divenuto pienamente consapevole.
Attribuisco ad una linea di ricerca come quella che ha caratterizzato la mia pittura, la denominazione.

METANATURALISMO

 

Il Maestro nel suo studio

Particolare da "t.m su carta applicata a cartone 50x70cm"

Il Maestro Paolo Pasotto ha esposto alla Biennale di Venezia di Vittorio Sgarbi nel 2011

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